stapled ashes (001-003)
at issuu.com/differx
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poetry / prose / criticism / installation(s) / research

Soluzione della materia “Politica delle variabili. / 11 testi in versi, 1 in prosa, viceversa”
La camera verde, Collana Calliope, Roma, marzo 2009 pp. 20, euro 15.00
o direttamente presso:
La camera verde, via Miani 20, Roma 00154
tel. 340-5263877
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Today’s installment of Seven Contemporary Italian Poets: Alessandro Broggi
http://poetryfoundation.org/harriet/2009/01/seven_contemporary_italian_poe_7.html
Also see
http://sevencontemporaryitalianpoets.blogspot.com/
+ some responses!
Marina Pizzi is mentioned at this blog: http://web.ncf.ca/ek867/wood_s_lot.html
And Michele Zaffarano is briefly discussed here: http://jellybeanweirdo.blogspot.com/2009/01/detainees-seven-contemporary-italian.html
Oggi un nuovo ebook su gammm.org: La 23227ma notte [La vingt-trois mille deux cent vingt-septième nuit], testo di Jacques-Henri Michot pubblicato da Al Dante nel 2002. Il file pdf [144 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.
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From today, a new ebook at gammm.org: The 23227th Night [La vingt-trois mille deux cent vingt-septième nuit], a Jacques-Henri Michot’s text, previuosly published by Al Dante, 2002. You can download the pdf file [144 Kb] at gammm/ebooks.
The history of art is the history of art criticism and interpretation. With abstract art this is all the more true and problematic. The public has been taught to require words to accompany art that has no subject or verbal content. Usually these words reduce aesthetic experience to predetermined categories of one sort or another, making it impossible for art to be new or open viewers’ eyes.
My art attempts to short circuit this process by utilizing bits of language and verbal fragments as a part of its abstract content. The viewer’s need for words is answered but in a way that keeps the work resonant with possibilities, allowing it to be considered with eyes more open than closed.
Emily Dickinson, Su un Io Colonna
traduzione di Massimo Sannelli
Edizioni La camera verde, Roma
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Il libro può essere chiesto all’editore, Giovanni Andrea Semerano
email: lacameraverde [at] tiscali [dot] it
o telefonando al numero 340.5263877
Il secondo testo della collana FELIX (ed. Camera Verde) è
Gherardo Bortolotti, Soluzioni binarie
Roma, marzo 2007
Quattordici coppie di prose. Libretto di cm 10x15, pp. 20.
cosa c’è di più ironico e improponibile del tempo imperfetto? il suo esplicito incarnarsi – ed essere addirittura usato – da un personaggio. (o da un insieme di personaggi).
entrambi i meccanismi, tempo e personaggio, in scena intenzionalmente come meccanismi, qui giocano una partita esilarante su una scacchiera seria, severa, ufficio-casa-merce-memoria. un reticolato o itinerarium perfino romantico di stickers impietriti urbanissimi e personaggi scolpiti, postmoderni (allegorie interdette, in plastica).
sulla facciata di eventi orizzontali ed orizzontalmente dati come esperiti, gioca il piano infine corrosivo di Bortolotti. l’effetto ed eccesso è di limpidezza, ovviamente non senza il gusto obliquo del buffo e dell’irrecuperabile, che la malinconia del chiarore implica sempre.
mg
gherardo bortolotti è nato nel 1972. ha pubblicato testi e traduzioni su rivista e sul web. lavora a diversi blog, tra cui: canopo (http://canopo.splinder.com), le avventure di bgmole (http://bgmole.blogsome.com) e low-level techniques (http://lowleveltechniques.blogspot.com/). dirige con m.zaffarano la collana «chapbooks» (ed. arcipelago, milano). è redattore di http://gammm.org
Esce il primo testo della collana FELIX (ed. Camera Verde):
Michele Zaffarano
E l’amore fiorirà splendidamente ovunque
Roma, marzo 2007
Tredici poesie. Libretto di cm 10×15, pp. 20.
dalla nota di presentazione:
il testo sa non eludere il proprio (pur ironico) titolo. ma in nessun punto è stabilito come.
questa non elusione si rifiuta di asserire e di disegnare, non intende darsi dei “contenuti”, affidata com’è a una sequenza di meccanismi depistanti che è facile visualizzare: apparenza di chiarezza (ma da superfici di immagini del tutto asimmetriche, inattese), distacco o freddezza, impersonalità (il “si” e gli infiniti che si accumulano), storia detta e insieme mancante (sottratta), alternanza tra espressione immateriale o dichiarativa da un lato e concretezza di oggetti dall’altro; soluzioni antiretoriche o volutamente retoricissime; dunque ironia del e nel linguaggio (anodino/comune: “l’aria era elettrica”, “parlando in completa libertà”; addirittura inversioni: “intensa idea”); gioco con la parola perfino burocratica (“cambiare con regolarità”, “descrivere ancora in maniera adeguata”); cut and paste di frasi lievemente in contesto, come lievemente fuori contesto.
[…]
michele zaffarano è nato nel 1970 a milano e vive a roma. suoi testi e traduzioni: su «testo a fronte», «poesia», «nuovi argomenti», «qui», nazione indiana, «l’ulisse», e in antologie. dirige con g.bortolotti la collana «chapbooks» (ed. arcipelago, milano). è redattore di http://gammm.org
per richiedere i libretti felix o avere informazioni: 340.5263877 (= Camera verde)
pratt institute | school of architecture | rome programii ss
collaborative works : mixed media drawings and text by
Hermine Ford and Kathleen Fraser
vernissage: April 3rd, 2007 _ h. 5:30 pm
Piazza S.Apollonia 3, Trastevere _ Rome
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A new ebook is online today: it’s a section of nun, by Giuliano Mesa, still unpublished as a book.
It’s a sequence made of two series of texts hosted by magazines: Fuga tripla and motivi (that is 1, 6, 7).
The cover image is a work by Matias Guerra.
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Giuliano Mesa is born in 1957 in Salvaterra (Reggio Emilia). He’s poet, critic, translator. Several texts in literary magazines. His books of poems: Schedario (Geiger, 1978; pdf ebook at Biagio Cepollaro E-dizioni), I loro scritti (Quasar, 1992), Improvviso e dopo (Anterem, 1997), Quattro quaderni (Zona, 2000), Chissà (Edizioni d’if, 2002), Nuvola neve (Edizioni d’if, 2003). He edited the anthology Ákusma - forme della poesia contemporanea (Metauro, 2000). With the composer Agostino Di Scipio he realized Tiresia, a work made of poetry, electronic music, and images and installations by Matias Guerra (first performance: 2001).
Un nuovo opeb di GAMMM. Alephs Again, di Paul Vangelisti. Qui potete scaricare un brano da un suo testo dedicato ad Adriano Spatola.
Here it is a new GAMMM’s opeb. Alephs Again, by Paul Vangelisti. Here you can download a passage from a text he dedicates to Adriano Spatola.
Il 23 novembre 2006, in occasione dell’incontro svoltosi a Milano, per iniziativa di Andrea Inglese, sulla poesia di ricerca oggi in Italia, sono stati presentati testi di Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Andrea Raos, Massimo Sannelli e Michele Zaffarano, attraverso i quali sono emerse alcune idee guida di quello che significa oggi, in Italia, fare poesia di ricerca.
Ripudiate etichette di scuole e categorie normative e dommatiche di riferimento, unica cifra comune è riscontrabile nell’attenzione, specifica, conferita allo strumento primario di comunicazione e trasmissione di informazioni, che, al di là dei limiti geografici, da un confrontro con similari esperienze europee ed extraeuropee, si esige rigorosamente attuale e contemporaneo, in direzione di un "realismo" linguistico funzionale alla rappresentazione delle alterazioni e modifiche irreversibili subite, nel frattempo, per influsso delle (o dialogo con le) manipolazioni massmediatiche.
L’eventuale obiezione di artificiosità insita in un manufatto che scopre i meccanismi di funzionamento e perversione dell’oggetto linguistico, con sofisticati procedimenti (tipo: asintattismo, parafasie, frammentismo, non sequitur, collages, incongruenze pensiero-parola, deficit semantico, cut up e citazionismo decontestualizzato…), viene contraddetta dal peso ideologico di un’operazione per nulla innocua o sterilmente virtuosa, che mira a rivelare l’analogia degli stessi meccanismi artatamente costruiti, ma occultati e rimossi, della lirica naturalizzata, assunta come realtà incontestabile.
È lo smascheramento dell’impostura lirica, fondata su un linguaggio piano e naturale, dato per acquisito e universalmente imposto in virtù di quell’inganno.
Sulle modalità di raggiungimento degli obiettivi preposti, campeggia il rifiuto dell’univocità dei percorsi e il rifiuto dell’autorevolezza di un modello unico, all’insegna di una pluralità di vedute che dischiudano le aperture ancora possibili ad un esercizio poetico di cui, a dispetto di tutti gli epitaffi, continua ad avvertirsi la necessità e l’urgenza.
Un saggio di queste modalità operative, tra le più varie e diversificate, è emerso dalla lettura dei testi degli autori sopra menzionati che hanno preso parte all’incontro.
Si spazia da un percorso che muove apparentemente ancora dentro la tradizione, dei Venti Sonetti di Massimo Sannelli (Edizioni Camera Verde, Roma, 2006) dove le aperture sono ibride di chiusure di forme-informe; all’indifferenza e indistinzione poesia/prosa nell’allineamento di tracce poetiche fuori da ogni possibile definizione di forme usate, da parte di Bortolotti, che figurano in elenchi o schermate di track lists a scorrimento veloce, opere parcellizzate, frantumate dall’esproprio consumistico che rinvia ogni conclusione ad un’indefinita sospensione di spazio e tempo, che richiede a ciascun lettore la negoziazione di sensi e percorsi sempre reversibili.
E ancora, dalla tenuta di una narratio, carica di tensione drammatica ne Le api migratori di Andrea Raos, di prossima pubblicazione, dove la densità emozionale rischia sempre d’implodere da trama in trauma di dire per sovraccarico allitterante, ma che improvvisamente esplode in squarci ritmici a scongiurare la violenza degli sciami in assetto di guerra che sembra risuonare a volte di echi anapestici. Laboratorio bio-epico che esplora le combinazioni del tempo linguistico umano con lo spazio linguistico degli alveari, analizzando in vitro la frattura che ne ha pervertito i meccanismi, tra clinico distacco e reazioni emotive-figurative di forte impatto.
All’ipotesi narrativa lasciata ancora aperta nei Quaderni di Broggi, che più che svolgersi, si riavvolge in fascicoli di versi ametrici, tra episodi mancati e atti di scene disertate da ritratti appena accennati, sullo sfondo di scorci appena intravisti e già perduti in minuzie di dettagli che non si ricompongono mai in visione d’insieme, in intreccio o in volto.
Ipotesi, invece, non più sostenibile nei quadretti musicali di Zaffarano, dove la perdita di senso delle parole nel mancato incontro con le cose, si modula su refrain anche se solo come paradigma da coniugare, a mo’ di filastrocche e nonsense, sperimentando una nuova maniera di dire, un estremo segnale, tentativo relazionale lanciato tra uomini isole incomunicanti.
Per finire con le poesie fotografate a cono d’ombra in Double click di Giovenale, dove la registrazione sonora si scolla continuamente dalla pellicola, riprodotta precisamente a scatti, nell’intenzione dell’autore di rinunciare, definitivamente, all’ultima impostura di un soggetto che non si riunifica neanche nell’unità vocalica del respiro.
Comune a tutti, inoltre, l’attività di traduttori che cerca il confronto, il dialogo con analoghe sperimentazioni poetiche europee o americane che s’impegna a divulgare per offrire un panorama quanto mai ampio e variegato e denso di aspettative.
Maria Valente
sono di volta in volta ritrovate le parole per la sottrazione, per l’assenza. banalmente si può rammentare che tutta la scrittura è confronto con la mancanza, con gli aspetti della dissoluzione, della perdita.
mentre non c’è un vocabolario per l’accumulo, per l’accatastamento illimitato. (che è la forma di una società di merci: una società in cui la forma di merce è ciò che descrive o si avvia a descrivere il complesso dell’esistente).
non è forse un caso che alcune tra le scritture più interessanti della nuova poesia francese, inglese e italiana (e non solo) si riapproprino di strutture elencative, installative. dell’enigma e della wunderkammer. del catalogo.
[ m.g. ]
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